İlahiler

Questo mi diede l’opportunità di visitare la tomba del santo Abu ‘l-‘Abbās Ahmad ar-Rifā’ī, che si trova in un villaggio chiamato Umm ‘Abaida, un giorno di viaggio da Wāsit … Qui  c’è una grande zāwiya dove vivono centinaia di fuqarā’ … Quando viene recitata la preghiera della sera tamburi e timpani sono battuti e tutti iniziano a danzare. Al termine si fa la preghiera del tramonto e si serve un pasto a base di riso, pane, pesce, latte e datteri. Quando tutto è stato mangiato e si è recitata la prima preghiera della notte, cominciano a recitare il loro dhikr, con Shaykh Ahmad seduto sul tappeto da preghiera del suo antenato precedentemente menzionato. Così iniziano ad intonare. Hanno preparato un cumulo di legna da ardere con la quale accendono il fuoco, nel quale passano nel mezzo danzando; qualcuno vi si rotola, altri lo portano in bocca, fino a quando lo estinguono del tutto. Questi sono i loro costumi normali e la peculiare caratteristica del loro ordine in quanto discepoli di Ahmad.

(Ibn Battuta)

Fin dall’inizio nell’usul (metodo iniziatico) Rifa’i la lirica poetica, il ritmo ed il canto hanno avuto un ruolo fondamentale, la pratica di intonare versi poetici risale a Pir Ahmad ar-Rifa’i (QS) stesso. I versi poetici, composti da Shuyukh, Sayyid e Dervish come Mevlana Rumi, Nesimi, Yunus Emre ed altre grandi realizzati sulla Via (Suluq), sono da sempre uno degli strumenti privilegiati, usati da chi la percorre, per cercare di descrivere e comunicare il proprio stato spirituale (hal). In quei momenti dove la logica delle parole scompare e tutto ciò che resta è l’inesprimibile Aşk[1]. Il ritmo e il canto si uniscono ai versi aiutando chi si sforza sul Suluq nell’incantare elementi di ordine psichico purificando lo Spirito durante i riti collettivi (Maydan, Meshk). Ogni musica è composta su un particolare Makam (scala musicale turca), il quale supporta gli ascoltatori nell’armonizzarsi con un particolare stato spirituale, il medesimo in cui l’autore della musica e/o dei versi erano nell’istante della loro ispirazione. E’ in virtù della maestria e della via realizzativa di tali guide che la recitazione poetica acquista una valenza incantatoria. Ed è anche per questo che la composizione, l’adattamento e la modifica sono esclusivo privilegio di chi possiede e realizza una Maestria sulla Via.

Footnotes    (↵ returns to text)

  1. Aşk significa letteralmente Amore ma, come René Guénon mette in guardia: “la parola «Amore», in virtù della trasposizione analogica, può significare tutt’altra cosa dal sentimento che indica abitualmente. Tale significato profondo dell’«Amore», in relazione con le dottrine degli Ordini cavallereschi, potrebbe in particolare emergere dall’accostamento delle seguenti indicazioni: innanzi tutto dall’espressione di San Giovanni, «Dio è Amore», poi, dal grido di guerra dei Templari, «Viva Dio, Santo Amore»; e, infine, dall’ultimo verso della Divina Commedia, «L’Amor che muove il Sole e l’altre stelle».” (RG, Scritti sull’Esoterismo Cristiano, pg. 57, Luni, Milano 1995)