Ebu Mansur Maturidi: il Kalam (Scolastica) del Din al-Qayyim (Tradizione Primordiale)

I tre cosiddetti architetti del pensiero e della civiltà turco-islamica sono Ebu Mansur Maturidi (RA), Ebu Nasr Farabi (RA) e Ahmet Yesevi (QS) e tutti loro convergono ad un approccio interiore nel rapporto tra Iddio e l’umano. Poiché le credenze religiose e le pratiche dei Turchi prima dell’Islam avevano le caratteristiche dello sciamanismo, ed essendo questi già monoteisti si può notare come l’Islam aderì alla natura di queste genti in maniera del tutto diversa dal resto del mondo musulmano, tanto da integrare persino alcune antiche credenze loro proprie.

Il mondo turco-islamico si delinea nella sua dimensione religiosa e teologica con il pensiero Maturidita e nella figura del grande Wali Ahmet Yesevi (QS) per quanto riguarda la sua dimensione esoterica e iniziatica, almeno nel primo periodo del Tesevvuf turco. Così i Turchi espressero ed esprimono il loro carattere attraverso anche questi due  grandi nomi nell’ambito della più vasta civiltà islamica, dando forma e un nuovo significato all’Islam. Per il loro particolare approccio tradizionale dal forte carattere iniziatico, essi evitarono di perdere le loro proprie peculiarità all’interno del mondo arabo-islamico, cogliendo l’occasione per definire quello che potremmo chiamare “Islam turco”.

“Maturidismo” è il nome dell’esposizione della teologia (kalam) e della dottrina sacra (‘aqida) dell’Islam sviluppata dal grande studioso turco di Scienze Tradizionali, Ebu Mansur Maturidi (RA). Maturidi nacque e morì (m. 944) a Maturit, un quartiere a nord-ovest della città di Samarcanda, un importante centro in Uzbekistan. Maturidi (RA) seguì da vicino Imam Ebu Hanife (QS) (m 767) nel tentativo di costruire una “comprensione turca” dell’Islam. Ebu Hanife (QS), che non proveniva da una famiglia araba, ma si convertì all’Islam durante la sua vita, comprese bene le difficoltà incontrate dai nuovi musulmani. Evitò queste difficoltà applicando il confronto (Kiyas) e l’interpretazione (Ictihat). Questo approccio dovrebbe essere comparato con quello medinese (malikita) che spiegava la religione narrando la cultura araba intrecciata alla Sunnah del Profeta Muhammad (SAawS), che spesso ha portato e porta all’equivalenza tra le parole Islam e Arabo e nella sua forma estrema ha dato voce al nazionalismo degli arabi. Sicuramente la scuola medinese ha avuto successo nei territori dell’Egitto e del resto dell’Africa del Nord, terre nelle quali è, in effetti, la scuola di giurisprudenza (madhhab) più diffusa se non l’unica presente.

Nel corso della loro storia, i Turchi, che possiedono una cultura antica e un profondo patrimonio tradizionale, non si aspettavano certo di lasciarli per accettare il mondo arabo. Hanno invece assorbito l’Islam (che è per tutti) e creato una civiltà turco-islamica. Maturidi (RA) desiderava raggiungere questo obiettivo basandosi sul “metodo” di Ebu Hanife (QS). Egli scrisse due libri: “Tevhid” sulla teologia e l’uso della ragione nella religione e “Tevilat” sulla spiegazione teologica del Corano, attraverso la ragione e la dottrina sacra.

Un esempio di approccio maturidita alla lettura dei versetti del Corano, al pari di quello Ebu Hanife (QS), sottolinea l’importanza di comprendere il significato corretto e promuove l’uso della lingua madre. Il fatto che le precedenti rivelazioni divine fossero discese in diverse lingue era una prova a sostegno. Di conseguenza nessuno era tenuto ad utilizzare la lingua araba nella preghiera (fino a quando l’orante non avesse imparato a recitare la Fatiha in lingua araba), fornendo così ai nuovi musulmani la possibilità di proteggere la propria identità, linguistica e culturale. È importante notare che questo risultato è stato ottenuto attraverso l’uso della ragione. Infatti la ragione umana è uno strumento datoci da Allah (AwJ) che può comprendere la religione entro i limiti del suo potenziale. Il rapporto con il divino delle persone esiste a vari livelli perché gli esseri non sono tutti uguali. Filosofi e studiosi delle Scienze esteriori tradizionali possono comprendere pensando e applicando il proprio sforzo interpretativo. Altre persone possono comprendere solo attraverso la narrazione. Come i bambini, possono comprendere attraverso l’educazione, la direzione e la stimolazione. Al di sopra di tutto troviamo la Conoscenza Intellettuale che riguarda la Realizzazione all’interno di una Via iniziatica e la trasmissione dell’influenza spirituale (Baraka) da parte di un Maestro (Shaykh).

Punti di spicco della teologia maturidita sono la natura della fede e l’importanza della ragione umana, come abbiamo visto poco sopra. I Maturidi affermano che la fede (iman)  non aumenta né diminuisce, ma rimane costante, ed è piuttosto il Timor d’Iddio (taqwa) che aumenta e diminuisce. Per quanto riguarda la maggiore enfasi posta sul ruolo della ragione umana, per i Maturidi la ragione umana senza apporto esterno della rivelazione è in grado di scoprire e riconoscere i peccati più gravi, come, ad esempio, l’uso di sostanze proibite o l’omicidio. Questo fatto suggerisce come principalmente nel contesto maturidi-hanafita si siano sviluppate le corporazioni iniziatiche (futuvvet) a latere e a integrazione degli ordini iniziatici (turuq), includendo in questo contesto culturale anche gli ambienti urbani del sultanato Abbasside prima e Mammelucco poi. Per quanto riguarda il ruolo della ragione umana in relazione alla Divina Misericordia per alcuni non-musulmani nella vita ultraterrena, la visione ash’arita dell’Imam al-Ghazali (QS) dice che un non-musulmano che non è stato raggiunto dal messaggio salvifico dell’Islam o è stato raggiunto da esso in modo distorto, non è responsabile per questo nella vita ultraterrena. I Maturidi invece affermano che l’esistenza di Dio è così evidente e percepibile razionalmente, che ogni essere umano sano di mente che ha tempo di riflettere e non è stato raggiunto dal messaggio dell’Islam, non credendo in Dio è soggetto al fuoco dell’inferno. La Misericordia di Allah (SwT) è disponibile solo per i non-musulmani che hanno creduto in Dio e non sono stati raggiunti dalla Risala del Profeta Muhammad (SAawS). Ancora, nella teologia maturidita Iddio è la causa unica del creato e in conseguenza a ciò anche delle azioni umane che vengono, in un certo senso, create dall’Altissimo ad hoc per ogni essere, il quale, in virtù della sua ragione e del suo cuore (kalp) può scegliere benchè si possa dire, in definitiva, che l’unica vera scelta è quella di sottomertersi alla Sua Volontà.

Ebu Mansur Maturidi (RA) risolve così il problema di relazione  tra Dio e l’uomo, senza annientare la libertà individuale. Lascia gli esseri umani al loro cuore, permettendo loro di andare oltre la percezione quotidiana della religione e di raggiungere il punto più alto della Visione Divina (basir).

HU!

 

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