Risala (Rivelazione), Tasawwuf (Esoterismo) Turuq (Ordini Iniziatici) Tariqa Rifa’iyya Sayyadiyya

 

«Rivolgiti totalmente verso la religione primordiale (Li-l-Din), con pura intenzione (Hanifan), e con l’attitudine naturale (fitrah) in cui Allah ha creato l’umanità, non c’è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la tradizione permanente (al-Din al-Qayyim), ma la maggior parte degli uomini non se ne rende conto»

(Corano, xxx, 30)

Secondo la rivelazione divina, una sola è la Tradizione Sacra che ciascun Messaggero (A) consegna all’umanità, in qualunque aspetto, forma, o lingua sia trasmessa, dal primo uomo e profeta Adamo (A) all’ultimo profeta, Muhammad (S). Al centro di questo unico messaggio c’è e c’è sempre stata l’educazione spirituale dell’Essere Umano.

Ogni messaggero (Rasul) ed i suoi successori profetici (Nabi) nella specifica forma della rivelazione (Risalah) sono inviati ad un popolo in dato luogo e tempo con la medesima conoscenza (Ma’arifa) della Verità (Haqq) e la stessa esperienza di questa (Haqiqa). I messaggeri ed i profeti quindi inizialmente insegnano un metodo educativo (tariqa) in armonia con la natura delle persone a cui sono inviati, che permette ai loro seguaci di percepire la Verità e ad agire in base ad Essa. Durante questo processo educativo l’aspetto esterno di ogni metodo, le interdizioni e le ingiunzioni che vengono insegnate formano la legge religiosa delle loro comunità (Shari’a). Sicché ogni uomo che viene a contatto con un qualsiasi aspetto del Messaggio Divino, accoglie quanto la sua natura necessita. Per alcuni ingiunzioni e divieti sono sufficienti, altri invece non trovano soddisfazione fino a quando non hanno bevuto dal fiume delle conoscenza diretta della Realtà (Ma’arifa). Se Ma’arifa e Haqiqa non cambiano nel tempo e nello spazio, il Metodo e la Legge, invece, cambiano da Rasul a Rasul, da Nabi al Nabi, e in assenza di un Nabi, saranno gli eredi spirituali dell’insegnamento profetico di ogni messaggero (che sono gli Awliya, ovvero i Santi Intimi di Allah, e gli Ulama, ovvero studiosi tradizionali di scienze religiose) che li adatteranno secondo le condizioni del loro tempo e secondo le specifiche scienze spirituali che hanno ricevuto.

 

“Non sono stato inviato eccetto che per migliorare il vostro carattere”

“La migliore tradizione di fronte a Allah è una tradizione monoteista e tollerante (Hanifiyya)”

Profeta Muhammad (S)

Tali rivelazioni della Verità sono come anelli di una catena, sono la sorgente delle grandi civiltà del genere umano, di alcune delle quali siamo storicamente a conoscenza mentre di altre no. Come la Fine sempre per sua natura sintetizza il Principio, allora alla fine della catena delle rivelazioni delle Verità unica è dato riassumere tutto ciò che era prima, e il suo Metodo (tariqa) e la sua Legge (shari´a) riassumono tutti gli altri. Nessun’altra sorgente di civiltà è comparsa per il genere umano dopo la rivelazione del Messaggero Muhammad (S). Egli ha insegnato una specifica forma di educazione spirituale e una legge di comportamento. Le guide spirituali della Sua comunità hanno quindi definito l’insieme del suo metodo (o sentiero spirituale), il suo scopo ed il suo risultato come Tasawwuf. In seguito studiosi laici hanno adottato una parola derivata, Sufiya (pratica di vestire di lana), e da questo termine hanno tratto quello di Sufismo. Qualunque sia il nome dato, il Sufismo è ed è stato unico quale la Verità a cui conduce. L’aspetto interiore di ogni rivelazione è il Sufismo e camminare sul sentiero del Sufismo secondo il modo e l’insegnamento dell’ultimo Messaggero è camminare sul percorso spirituale di tutti i precedenti Messaggeri.

 

“E Ali è per me quello che Harun (Aronne) è stato per il Profeta Musa (Mosè)

“Io sono la Cittadella della Conoscenza e Ali è la sua Porta”

Profeta Muhammad (S)

L’ultimo Messaggero, Muhammad (S) è stato anche l’ultimo profeta ma pur non essendo seguito da alcun successivo profeta, ha lasciato il suo compagno più intimo, suo cugino e genero, Ali (A) come completo erede della sua conoscenza spirituale e con lui e dopo di lui la sua discendenza di sangue. Per oltre tre secoli la trasmissione del metodo spirituale muhammadiano è scaturita dalla sua discendenza di sangue, fino a quando delle strutture formali, gli ordini iniziatici, sono stati stabiliti dai suoi più nobili successori e discendenti. Questi sono i Piran (pers., plurale di Pir, maestro) o Aqtab (arab., plurale di Qutb, polo) di ciascun ordine iniziatico e hanno organizzato sulla base del loro gusto spirituale (mashrab) il metodo, inizialmente unico, secondo diversi aspetti specifici. Così sono venuti a esistere i cosiddetti “Ordini sufi”, che con struttura e organizzazione variabili, sono stati da allora la via principale per conservare e trasmettere a vantaggio di tutti gli esseri l’insegnamento spirituale dell’Ultimo Messaggero Divino. Le linee di trasmissione della conoscenza spirituale si sono riversate dai grandi Piran nel tempo e nello spazio, dando vita a centri spirituali (chiamati di volta in volta Asitane, Dergah, Khanaqa, Tekké o Zawiya) in tutto il mondo, in cui le principali autorità, i Maestri (Shuyukh), hanno preso la responsabilità di dare tale conoscenza a chi sinceramente la ricercasse nella misura delle loro esigenze e della capacità di comprensione.

Tra i principali ordini iniziatici, uno dei più antichi, che veicola direttamente il patrimonio spirituale dell’Imam Ali (A), il successore del Messaggero Muhammad (S), è l’ordine della Rifaiyya, che ha come fondatore, Pir Sayyid Ahmed ar-Rifay (QS), nato nel 1118, in Wasit, a sud di Bagdad, in Iraq, e che ha lasciato questo mondo nel 1182. L’ordine è molto diffuso e con il tempo, come altri ordini, ha generato parecchi rami, uno dei quali è la Sayyadiya, che prende il nome dal nipote di Sayyid Ahmed ar-Rifay (QS), ovvero Pir Sayyid Ahmed Izzedin as-Sayyadi (QS). Nel corso del XIX secolo il centro spirituale principale di tale ramo si è stabilito a Istanbul, dove è ancora guidato dall’attuale Shaykh al-Mashaykh dell’Ordine: Sultan ash-Shaykh Husayn Jaffar at-Tayyar. Dalla dergah madre di Istanbul (asitane) dipendono altre dergah e tekké, sotto la guida di shuykh formati dallo stesso Shaykh Tayyar Efendi, sia in Turchia che al di fuori di essa.

Da sinistra a destra: Shaykh Sayyid AbdulLah al-Hashimi al-Makki, Shaykh Sayyid Muhammad al-Ansari al-Baghdadi, Shaykh Sayyid Muhiddin al-Ansari, Shaykh Ahmad al-Istanbuli (Qaddas Allahu Asrarhum)

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As-Sayyid Sultan ash-Shaykh Husayn Jafar at-Tayyar ar-Rifay

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