Pir Ahmad al-Rifa’y (qs) e la Rifa’iyya Sayyadiyya

 

 

بِسْمِ اللّهِ الرَّحْمَنِ الرَّحِيمِ

“Prima di Hadrat Adam, io sono il primo Wali

venuto in questo mondo sollevando le due bandiere”

Pir Ahmad ar-Rifa’y

 

 

 

INTRODUZIONE


E’ nostra intenzione pubblicare a puntate un saggio introduttivo sulla vita e gli insegnamenti di Abu al-Alamayn Sultan Sayyid Pir Ahmad ar-Rifa’y (QS) e sull’ordine della Rifa’iyya Sayyadiyya al fine di rendere nota a tutti coloro che ci seguono la straordinaria figura del Santo Cardine (Pir) della nostra jamà’at. Che Allah Altissimo possa perdonare gli errori che commetteremo nel descrivere la vita e le opere del nostro amato maestro.

Sommario

NASCITA, EDUCAZIONE E FAMIGLIA

SILSILA-i TARIQA

L’ORDINE DELLA RIFA’IYYA

ALCUNI CONSIGLI DI PIR AHMAD AR RIFA’Y

EPISODI FAMOSI DELLA VITA DI PIR AHMAD AR RIFA’Y

DETTI DI PIR AHMAD AR RIFA’Y

MORTE E LUOGO DI SEPOLTURA

RIFA’IYYA SAYYADIYYA

LA RIFA’IYYA ALLA CONFLUENZA DEI DUE MARI

 

HADRAT PÎR, GHAWTHU’L-A’ZAM, ABU’L-ALAMAYN,
AS-SAYYID, AS-SULTÂN,
ASH-SHEYKH, AHMAD AL-KABÎR,
AR-RIFÂÎ, AL-HUSAYNÎ,
AL-HASANÎ, AL-ANSÂRÎ
E
L’ORDINE DELLA RIFÂIYYA

NASCITA, EDUCAZIONE E FAMIGLIA

Hadrat Pir Ahmad ibn Abi al-Husayn ar-Rifa’y, originario della tribù beduina dei Banu Rifa’ah, passò quasi tutta la vita a Umm Ubayda, nella regione di Bata’ih (sud dell’Iraq), dedicandosi all’educazione dei discepoli, che ebbe innumerevoli. Diceva: “I viaggi spezzano la religiosità di coloro che cercano il Vero e dissipano il loro raccoglimento, eppure, non si contano quelli perpetuamente in cammino per tutto il mondo islamico, sulle orme di Sayyidina Khidr, loro patrono”.

Uno dei discepoli (murid) di Sayyid Abu al-Wafa racconta di un fatto accaduto prima della venuta in questo mondo di Hadrat Pir:

Un mercante della città di Hasan disse: “Raggiunsi un villaggio vicino a Firat ed entrai in una casa. Si trovava lì un vecchio, che disse: ‘Aiutami ad alzarmi; sento il profumo di un Rifa’y.’ E allora chiesi: ‘Di chi state parlando?’. ‘Di un coraggioso, onorevole e virtuoso uomo che giungerà da Bata’ih’, rispose e, indicando attorno a sé, continuò: ‘Questi sono i suoi discepoli e portano il suo sigillo sulla fronte.’ Quando gli fu chiesto: ‘Quale sigillo?’ Il vecchio rispose: ‘Ciò che vidi sulla loro fronte è: Quanto felici essi sono e in quale bellissimo luogo giungeranno.’”

Quaranta giorni prima della nascita di Hadrat Pir, Shaykh Mansur al-Bata’ihi vide RasululLah (S) in sogno.  Il Profeta (S) gli ordinò: “Mansur! Tra quaranta giorni Allah darà a tua sorella un figlio, il cui nome è Ahmad ar-Rifa’i. Così come io sono il Signore dei Profeti, lui sarà il capo dei Santi (AwliyulLah). Quando sarà cresciuto, conducilo da Shaykh Aliyyu-l-Qari al-Wasiti. Prenditi cura di lui, poiché egli è l’Amato alla presenza di Allah. Non essere negligente.” Quaranta giorni dopo Sayyid Ahmad ar-Rifa’i onorò della sua presenza questo basso mondo (dunya).

Sayyid Ahmad ar-Rifay (QS) nacque nel 512 h. (1118 dC), un giovedì della prima metà del mese di Rajab, nel villaggio di Umm Ubayda, presso Wasit, Iraq. Venne in questo mondo come discendente di Sayyid Ali abu al-Hasan bin Yahya al-Makki, nella casa di Shaykh Sayyid Yahya. Per lignaggio paterno egli è un Sayyid (colui che discende direttamente da Imam Hussayn), mentre da parte di madre è sia Sayyid che Sharif (colui che discende direttamente da Imam Hassan), oltre che Ansari (discendente del compagno (Sahaba) del Profeta (S), Hadrat Khalid ibn Zayd Aba Ayyub al-Ansari). Questi i lignaggi di Hadrat Pir:

Il lignaggio da parte del padre Sayyid Ali Makkî Rifâî:

*Sayyid Ahmad ar-Rifâî (sepolto a Ummu Ubayda)

*Sayyid Ali Makkî Rifâî (a Baghdad)

*Sayyid Yahyâ Nâkib (a Basra)

*Sayyid Sâbit (a Ishbiliyya)

*Sayyid Ali Hâzim Abu’l-Fawâris (a Ishbiliyya)

*Sayyid Abû Ali Murtazâ (a Ishbiliyya)

*Sayyid Abu’l-Fadâil Ishbilî (a Ishbiliyya)

*Sayyid Rifâ’a Hasan Makkî (a Ishbiliyya)

*Sayyid Mahdî Makkî (a Makka)

*Sayyid Muhammad Abu’l-Qâsım (a Makka)

*Sayyid Hasan Qâsım Abû Mûsâ (a Makka)

*Sayyid Abû Abdullah Husayn Abdurrahman Rizâ Qatî’i Baghdâdî (a Baghdad)

*Sayyid Ahmad Sâlih Akbar (a Baghdad)

*Sayyid Mûsâ Sânî (a Baghdad)

*Sayyid İbrahim Murtazâ (a Baghdad)

*Imam Mûsâ Kâzim (a Baghdad)

*Imam Jâfer Sâdiq (a Madina)

*Imam Muhammad Bâqir (a Madina)

*Imam Zayna’l-Âbidîn Ali Sayyid-i Sajjâd (a Madina)

*Imam Husayn Shâh-i Shuhadâ-i fî dasht-i Karbala (a Karbala)

*Amîru’l-Mu’minîn Shâh-i Walâya Sirr-i Hidâya Imam Ali ibn Abû Tâlib (a Najaf)

*Imam Ali’s wife and the mother of Imams, daughter of Rasûlullah Janâb-i Imâm-i Fâtima

Zahra (a Madina)

*Janâb-i Habîb-i Adîb-i Kibriyâ, Sultân-i Anbiyâ Abu’z-Zahrâ, Abu’l-Qâsım Nabiyyunâ wa

Sayyidunâ wa Shafîunâ wa Sanadunâ wa Murshidunâ wa Mawlânâ Ahmad-i Mahmûd-u

Muhammad Mustafâ .

Il lignaggio da parte della madre Sayyida wa Sharîfa Fâtimatu’l-Ansâriyya:

attraverso il padre della nonna:

*Sayyid Ahmad ar-Rifâî

sua madre

*Sayyida wa Sharîfa Fâtima Ansâriyya

sua madre

*Sayyida Râbi’a

suo padre

*Sayyid Abdullah at-Tâhir

*Sayyid Abû Ali Sâlim

*Sayyid Abû Ya’lâ

*Sayyid Abu’l-Barakât Muhammad

*Sayyid Abu’l-Fath Muhammad

*Sayyid Amîr Muhammad al-Astar

*Sayyid Ubaydullah as-Sâlis

*Sayyid Abdullah

*Sayyid Ali Sâlih

*Sayyid Ubaydullah al-A’raj

*Sayyid Husayn al-Asghar

*Imam Zayna’l-Âbidîn Ali Sayyid-i Sajjâd

*Imam Husayn Shâh-i Shuhadâ and the beloved one of Janâb-ı Zahrâ

Janâb-i Murtazâ and Mustafâ

attraverso la nonna paterna della madre:

*Sayyid Ahmad ar-Rifâî

sua madre

*Sayyida and Sharîfa Fâtima Ansâriyya

sua nonna

*Sharîfa Alawiyya

suo padre

*Sharîf Hasan

*Sharîf Muhammad

*Sharîf Yahyâ

*Sharîf Husayn

*Sharîf Qayyîm

*Sharîf İbrahim Tabataba

*Sharîf Ismail

*Sharîf Ibrahim

*Sharîf Husayn Musanna

*Imam Hasan-i Mujtabâ, Abu’sh-Shuhadâ, the beloved one of Janâb-ı Zahrâ and Murtaza and

Janâb-i Muhammad Mustafâ .

attraverso il padre della madre:

*Sayyid Ahmad ar-Rifâî

sua madre

*Sayyida and Sharîfa Fâtima Ansâriyya

suo padre

*Sheikh Yahyâ Najjârî

*Sheikh Mûsâ Abû’s-Sa’îd

*Sheikh Kâmil

*Sheikh Yahyâ

*Sheikh al-Imam as-Sûfî Muhammad Abû Bakr Wâsitî

*Mûsâ ibn Muhammad

*Muhammad ibn Mansûr

*Mansur ibn Hâlid

*Hâlid ibn Zayd

*Zayd ibn Mutt (Ayyûb)

*Hâlid Abû Ayyûb bin Zayd al-Ansârî an-Najjârî as-Sahabî, Mihmandâr-i Rasûlullah wa

Sanjaqdâr-i Rasûlullah (sepolto a Istanbul)

Pir Ahmad ar-Rifay aveva solamente sette anni quando il padre morì. Fu poi cresciuto dallo zio materno, Shaykh Mansur al-Bata’ihi, che si prese cura anche della madre e dei fratelli,  come RasululLah (S) aveva comandato. Completata la sua educazione coranica e la memorizzazione del testo sacro, intraprese lo studio della Legge Sacra (ulumu-sh-shari’a), in particolare il Kitabu-t-tanbih, opera di scuola Shafi’ita[1] di Abu Ishaq ash-Shirazi. Tuttavia il libro si perse durante le invasioni mongole. Studiò il diritto (fiqh) e ricevette il permesso (ijaza) di insegnare dal sapiente (‘alim) shafi’ita Abu Bakr al-Wasiti.

Istruito così nella Shari’a, fu in seguito introdotto al Tasawwuf dallo zio, Shaykh Mansur, il quale, concessagli poi la khirqa (“mantello” simbolo del voto di obbedienza del derviscio alle regole del suo ordine), lo presentò a Shaykh Ibnu-l-Qari Abu-l-Fadl Ali al-Wasiti, secondo il volere di RasululLah (S).

Pir Ahmad ar-Rifa’y dopo essersi sottomesso all’autorità spirituale di Shaykh al-Wasiti, ne ricevette, successivamente, la khilafa (funzione di vicario). Shaykh al-Wasiti lo fece sedere sul trono della direzione spirituale (sajjadatu-l-irshad), e proclamò la sua conoscenza dell’interiore (batini) e dell’esteriore (zahiri), dandogli il nome di Abu-l-Alamayn, possessore del sultanato spirituale dei due mondi. Disse allora ai suoi discepoli (dervishàn):

“Prendete la mano di Sayyid Ahmad ar-Rifa’y e rinnovate il vostro patto (bay’a[2]). Perchè se non avessi dovuto segretamente obbedire al comando di RasululLah (S), io stesso avrei preso il patto con lui. Anche se sembro il suo shaykh, in verità, lui è il mio.”

Shaykh Mansur disse inoltre: ”Io sono il suo stato il suo shaykh, ma egli è il mio shaykh nella Verità.”

Le parole di Shaykh Aliyyu-l-Qari al-Wasiti ai suoi discepoli e quelle di Shaykh Mansur sono confermate da quelle di un grande sapiente di Ahadith (Detti del Profeta (S)), Shaykh Izzeddin Ahmad al-Farusi, nella sua opera Nafkha. Lì viene riportato il seguente detto del figlio della sorella di Shaykh Mansur, Shaykh Badr:

Un giorno stavo ascoltando mio nonno, Shaykh Mansur, mentre parlava. Alla fine della lezione pensai: ”Alas![3] Se solo potessi toccare il mio Shaykh e nel farlo, nel toccare quella santa luce il mio corpo ne traesse beneficio!” Mentre stavo pensando questo lo shaykh mi chiamò: “Badr, vieni qui!” Corsi verso di lui ed egli mi schiaffeggiò mentre gridava. Ognuno di noi discepoli cadde a terra. Quando ripresi conoscenza lo shaykh stava dicendo: “Si, si.” Ritornato in sé, mi chiamo. Io stavo piangendo. E lui chi chiese:”Perchè piangi?” Risposi: “Perchè non dovrei? Mi avete dato uno schiaffo e sono caduto a terra.” E lui disse: “Quando ti ho detto ‘vieni qui, figliolo’ si è manifestata l’ira divina e una freccia fu scoccata verso di te. Con lo schiaffo ti ho salvato, lasciando che arrivasse a me.” Lo abbracciai e gli chiesi il perchè della sua risposta “Si, si.” Lui rispose: “Conosci il figlio di mia sorella, Sayyid Ahmad ar-Rifa’y. L’ho visto mentre raggiungeva stazioni a me sconosciute e mai viste. Ne fui geloso. In quel momento sentii nel mio cuore queste parole: “O Mansur, abbi rispetto! Egli è il Nostro Amato. Noi possiamo svelargli le sottigliezze dei misteri quando lo riteniamo più opportuno. Egli è il vicerè dello tato spirituale di Muhammad. Egli è la regina del sultanato spirituale del Profeta (S), chiamato Mustafawì e lo shaykh della Umma (insieme dei credenti) di Sayyidina Muhammad (S), nonché il tuo shaykh. Devi dire “Si”. È detto infatti: “Noi siamo i possessori di tutto”. Allora io risposi: ‘Si, si.’ Ecco ciò che udisti. Shaykh Ahmad è il mio shaykh nel mondo creato, io il suo shaykh solamente per avergli dato la khirqa.”

Hadrat Pir era un sapiente, avendo profonda conoscenza di tutte le scienze islamiche. Dopo la morte di suo zio materno Shaykh  al-Bata’ihi (m 540/1145), Hadrat Pir divenne il successore (postnishìn) a capo della Dergàh[4]. Stabilì una tekkè ad Umm Ubayda occupandosi della guida spirituale dei suoi discepoli. La sua tekkè era un luogo di isolamento per i dervisci e una madrasa per gli ‘ulamà. Egli era un persona amata e molto stimata tra la gente a causa della sua grande conoscenza esoterica ed exoterica, le sue eccelse virtù, le sue buone maniere e la sua obbedienza alla Shari’a, oltre che per la sua perfezione (kamàl).

Ibrahim al-Karzuni scrisse nel suo kitabu-sh-shajara:

Al tempo di Sayyid Ahmad ar-Rifa’y, gli awliyulLah videro il Profeta Muhammad (S) nei loro sogni. Sultan al Awliya, il Profeta Muhammad (S) disse loro: “Sayyid Ahmad ibn as-Sayyid Abu al-Hasan ar-Rifa’y è il maestro di questa umma e il signore di tutti gli awliya. Yà Rabb, io lo amo e voi tutti dovreste amarlo!”

Un’altra tradizione ancora racconta:

Uno degli amici di Hadrat Pir vide RasululLah (S) in sogno e Gli chiese di Pir Ahmad ar-Rifa’y. Il Profeta (S) disse: “Egli possiede la Sovranità! Come i re, nel mondo, hanno la sovranità sulle terre e sugli esseri che le abitano e se un re ne scaccia un’altro, diverra allora il sovrano della vita, delle proprietà e dei figli delle genti che abitano quella terra, così è per lui!”

Hadrat Pir era di media statura, bruno, con gli occhi neri, la barba nera, di bell’aspetto e dai modi pacati. I suoi abiti erano semplici. Egli indossava un turbante bianco non troppo grande. Quando parlava, le sue parole erano maestose tanto che quando stava in silenzio le persone gli chiedevano di parlare. Era generoso e paziente. Manteneva sempre la parola data, custodiva i segreti, teneva celati gli altrui errori, sfamava gli affamati, vestiva i poveri, visitava gli ammalati, partecipava ai funerali,  condivideva i guai dei poveri, aiutava tutti con i suoi consigli e in ogni tipo di lavoro, salutava sempre per primo quando incontrava qualcuno, guardava per terra quando camminava e si comportava modestamente. Parlava di rado e spesso diceva: “Mi è stato detto di non parlare.”

Uno dei suoi vicari (khulafa), Shaykh Ya’kub Karraz, racconta della Asitana di Hadrat Pir in Umm Ubayda:

Quando il nostro maestro, Imam Mansur al-Bata’ihi lasciò questo mondo nel 540 h., Sayyid Ahmad ar-Rifa’y aveva trent’anni. Egli possedeva già la direzione spirituale dei discepoli (irshad). Nel suo settimo anno di irshad, il numero dei suoi discepoli che si ritirarono in khalwa fu di 70.000. In questo settimo anno cominciò ad ingrandire la Asitana. Tutti in Bata’ih e Wasit lo aiutarono sia con donazioni in denaro che lavorando per la costruzione. Il numero delle arcate nel 550 h. era di 4000. Era strutturata in 4 cerchi concentrici. A metà del mese di Shaban (Laylat al-Barat) il numero di visitatore era piu di 100.000 e Sayyid Ahmad al-Rifa’y era sempre pronto a soddisfare i loro bisogni. Sotto le arcate, ogni giorno, 20.000 discepoli si trovavano lì. Al mattino e alla sera sedevano a tavola e Hadrat Pir li serviva assieme alla sua famiglia. Lui poi raccoglieva il pane rimasto e faceva una specie di zuppa con l’acqua. Questo era invece il suo pasto.

Sebbene la Asitana avesse fosse piu ricca degli stessi sovrani abbasidi, lui e la sua famiglia vivevano modestamente e di poco. Tutto veniva speso per i poveri e la asitana stessa.  Durante la sua vita, Hadrat Pir ebbe solamente due vestiti. Lavava lui stesso uno dei due nel torrente mentre vestiva l’altro fino a quando il primo non era asciutto. Amava sempre la semplicità.

Ebbe due figlie dalla sua prima moglie Khadija Abu Bakr al-Wasiti al-Najjar. Dopo la sua morte, sposo Ràbia ed ebbero un figlio di nome Salih. Ma Sayyid Salih morì senza mai sposarsi. Così la discendenza di Hadrat Pir continuò attraverso le due figlie. Ebbe due nipoti da Sayyida Fatima: Ibrahim al-Azab (m. 609/1212) e Ahmad al-Akhdar (m. 645/1247). Ebbe invece ben otto nipoti, due dei quali femmine, da Sayyida Zaynab. Uno di questi, Izzadin Ahmad as-Sayyad (m. 670/1271) è il fondatore del ramo Sayyadi dell’ordine Rifa’y. La famiglia rifa’y vive oggi in paesi come Arabia Saudita, Iraq, Siria, Egitto e Libano.


[1] Uno delle scuole (Madhàhib) della giurisprudenza islamica.

[2] Bay’a è il giuramento fatto al maestro (murshid o shaykh) in quanto rappresentante del Santo (wali) fondatore (pir) dell’ordine. Attraverso la catena iniziatica (silsila) ci si riconduce poi direttamente ad Allah  (SwT) tramite Imam Ali (A) e il Profeta Muhammad (S).

[3] Esclamazione di sorpresa.

[4] I termini dergàh, tekkè, asitana e zawiya stanno tutti ad indicare il luogo in cui si ritrovano i discepoli di un ordine con il maestro. I primi due sono, rispettivamente, in persiano e turco mentre i secondi sono in arabo. Con asitana si vuol sottolineare il ruolo di zawiya madre.

HU!

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