I Nomi dell’Incantazione

Asma ul Husna

Introduzione

Questo brevissimo saggio mette in evidenza l’uso di alcuni Nomi Divini nel suluq secondo gli usul più diffusi e tuttora praticati da diverse Turuq del mondo islamico contemporaneo. Per una migliore comprensione del presente saggio, sarebbe auspicabile che il lettore avesse assimilato i concetti descritti nel precedente articolo apparso sul sito (“Considerazioni sui metodi e sui livelli dell’invocazione rituale Dhikr”).

Il Suluq può essere definito come il percorso al contrario che l’anima razionale, talvolta denominata Nafs al-Natiqa e talaltra Ruh al Takrim, cioè il segreto divino particolare all’essere umano, deve attraversare per restaurare lo stato originale di prossimità con il Creatore. Le tappe da raggiungere e superare possono principalmente riassumersi in sette, e sono rispettivamente denominate: Ammara, Lawwama, Mulhama, Mutma’inna, Radiya, Mardiya, Kamila o Saffyya. Queste sono associate a quelle condizioni sottili del Ruh al Takrim, detti Lataif, i quali talvolta, ma non sempre, sono correlati a zone specifiche del corpo umano. Le Lataif rappresentano progressivamente l’aspetto interiore del Ruh al Takrim, e la Sorgente divina del Ruh; la “più elevata” o la “più nascosta” di esse è “Akhfa” che discende a livello dello stato umano attuale attraverso una progressiva “condensazione”.

Durante tale percorso spirituale anche la natura stessa del dhikr si trasforma dal “ricordo” di Allah (JwS) attraverso la pronuncia del suo Nome/i al dhikr effettivo in quanto “coscienza” della “Presenza” di Allah (JwS], cosa che può essere intesa come la pienezza del dhikr sincero, allorché sopravviene la realizzazione del Suo Nome segreto (segreto perché non può essere pronunciato dall’uomo, in quanto Lui stesso lo utilizza su Sé stesso). 1

Il principale metodo d’invocazione per mezzo dei Nomi Divini

È possibile distinguere almeno cinque modi diversi di utilizzare gli “Asm al Husna” durante il dhikr al suluq, a seconda del numero dei Nomi che vengono usati. La maggior parte delle Turuq usano soltanto il Tahlil o il Nome Allah (Ism al Mufrad) come unica invocazione nel corso del cammino, come per esempio nella Shadhiliyya e Mugiaddidiyya e nei rami Khalidi della Naqshbandyya; talvolta vengono impiegati entrambi in due possibili combinazioni successive: il Tahlil seguito dall’Ism al Mufrad oppure il contrario. In questi casi, quello che cambia durante la progressione dell’anima nel corso di queste sette tappe principali, non sono i Nomi, ma le modalità d’invocazione. L’invocazione che comincia con l’Ism al Mufrad ed è seguita dal Tahlil è propria a quei metodi in cui colui che cerca è “più desiderato di quanto lui stesso lo voglia”. In tal caso il percorso viene raccorciato in vista del “fine ultimo”, all’inizio usando l’Ism Allah, e in seguito viene dettagliato con il Tahlil. Ciò avviene perché il Tahlil è visto come una “determinazione” delle Qualità divine totali sintetizzate nell’Ism al Mufrad grazie alla natura “riassuntiva” dei 12 Nomi Divini essenziali in esso compresi), in conformità con quanto viene riportato nel testo classico di Hadrat Abd al Qadir al Jilani (QS) Sirr al Asrar (sezione sulle anime nel corpo): “I 12 Nomi divini sono all’origine del Tahlil. Ognuno di essi è una delle 12 lettere che che lo compongono”. Ciò spiega il motivo della sua utilizzazione, sotto forme diverse, durante tutto il percorso spirituale; infatti in alcuni usul il Tahlil viene utilizzato come un’unica invocazione per ogni tappa del Suluq. Anche l’Ism “Allah” può venire usato come unica invocazione durante tutte le tappe del Suluq, e in tal caso viene denominato “Ism Jami”, ovverosia il Nome totalizzante, per il cui tramite tutte le qualità associate ad un altro nome conosciuto o sconosciuto possono venire evocate, cosa che del resto avviene presso vari rami della Qadiriyya e della Shadhiliyya nord africana e particolarmente nella Shadhiliyya Alawiyya.

Quando invece viene aggiunto un terzo nome nella metodologia, si tratta generalmente del nome detto “Ism al Dhat” o il Nome che indica l’Essenza Divina, senza tuttavia definirla, in quanto logicamente impossibile. Tale Nome è formato dalla terza persona singolare della lingua araba, Huwa oppure Hu. In alcuni casi tale modalità è messa in atto in un cero modo sinteticamente attraverso l’emissione di un’unica lettera “ha” vocalizzata in “Haa”, che è considerata alludere all’essenza nascosta nel Nome “Allah”, già presente in esso come lettera finale. I Maestri del cammino spirituale concordano sul fatto che allorché l’Ism Hu viene usato successivamente ai due Nomi evocati in precedenza, esso permette al discepolo di stabilire la propria anima allo stadio di nafs al Mutma’inna. Da questo stadio in poi, progredire non richiederà più alcuno sforzo per essa, sarà il suo Signore ad esser colui che la sospinge. Da allora in poi non ci sarà più sforzo ed il dhikr che è ora attualizzato sotto l’ordine divino, in un certo senso si verifica spontaneamente, non è più prodotto dal mudhakkir, ma semplicemente percepito da lui. Il passaggio dalla sfera individuale al mondo spirituale è completato, il dhikr potrà quindi incantare l’anima del mudhakir, trasformandola e trasportando il servo attraverso i livelli sottoposti all’ordine divino, fino alla Divina Presenza, e oltre. Dall’invocazione verso il Signore si è passati all’incantazione da parte del Signore.

S’insegna che oltre lo stadio della Mutmai’nna si trova il Lahut, il mondo della della Presenza singolare del Divino. Infatti i Nomi che abbiamo preso in considerazione finora sono Nomi dell’Unità Divina, non indicano una Qualità Divina, che è in contrasta totalmente con l’insufficienza della creazione. Tutti gli altri Nomi impiegati durante il dhikr al suluq sono invece specificamente legati ad uno dei Suoi Attributi o Qualità, e in qualche sorta sono quasi una “risposta” dell’Invocato in accordo alle necessità e alle caratteristiche dell’invocante, cosa che spiega perché essi varino a seconda dei diversi metodi, come pure delle diversi istruttori. Chi se non il Possessore della Qualità e degli Attributi ha il diritto di usarli? Alcuni Nomi specifici degli stadi veramente avanzati come Qayyum e Latif sono ugualmente utilizzati anche nei metodi che si limitano soltanto all’uso di 1 o di 3 Nomi; ad esempio nella Shadhiliyya, Qayyum, Hayy e Latif, sono spesso presenti nella wazifa dei discepoli molto avanzati.

L’uso di Nomi ulteriori rientra in una sorta di metodologia unica presente nell’usul per perfezionare l’anima che ha progredito nel cammino spirituale, ed è principalmente diffuso nei rami Khalwati, Kubrawi, Qadiri, tuttavia anche altre silsile situate dai Balcani all’Asia possono ricorrere a queste accostamenti, in quanto esse si avvicinano maggiormente al “mashrab” tipico di quelle regioni.

Occorre ora notare che l’uso del dhikr Tahlil (anche nella sua forma detta Kalimatul-Tawhid: “La ilaha illa Allah, Muhammad Rasulullah”), nei tre metodi dei Nomi è diverso da quel metodo con 7 o più Nomi. Nel primo caso, allorché sostenga il viaggio dell’anima dallo stadio di Lawwamma a quello di Mulhama, tale approccio non considera l’uso dell’invocazione come mezzo per contrastare lo stadio Ammara dell’anima, che viene domato dalla pratica della shari’a e attraverso la nafila. Invece, quando viene usato per domare lo stato di Ammara, agisce da strumento atto a risvegliare e a modellare il discepolo che invocherà Allah affinché Lui possa concedergli il Suo sostegno.

L’uso di nomi diversi dai tre Nomi dell’”Unità” (Tahlil Allah e Hu) costituisce l’usul con i 7 Nomi (a seguire: Haqq, Hayy, Qayyum e Qahhar), tuttavia anche i cosiddetti nomi sostituivi di uno dei quattro già menzionati vengono impiegati a scopi particolari, a seconda dello hal del discepolo o del suo istruttore spirituale. Tra quelli più in uso citiamo: Wahhab, Fattah, Wahid, Ahad, Samad, oppure altri come: Wadud, Latif, Basir, Aziz, Rahman, Rahim. Le condizioni di spazio e tempo, in altre parole lo stato del Dunya, sono ulteriori fattori di rilievo che inducono a impiegare un determinato Nome. L’uso combinato dei 7 Asm al Husna principali e di alcuni sostituti degli ultimi quattro di essi, sono all’origine dell’usul che si basa su 12 Nomi.

Alcuni usul impiegano sette diverse combinazioni di Nomi a seconda del giorno della settimana, ad esempio, ed inoltre un Nome diverso sarà usato da colui che avendo progredito nel Suluq è anche investito di una funzione particolare nella Tariqa o nei confronti degli avvenimenti nei mondi. Tradizionalmente si considera che i Nomi principali siano governati da angeli differenti, e cioè dal Tahlil a Qahhar: Husamuddin, Najmuddin, Badruddin, Shamsuddin, Burhanuddin, Jamaluddin, Kamaluddin.2

In tutti i sistemi con 7 o più Nomi, il nome Haqq viene impiegato secondo il Maestro del cammino che insegna questa invocazione per preparare lo stadio di ‘fana’ o di estinzione nell’Attributo divino, al fine di evitare le distrazioni associate ai suoi stati spirituali (ahwal). Questo Nome, così come il seguente Hayy, aiuta e sostiene coloro che sono chiamati a istruire i più giovani nel cammino e a mostrar loro l’esempio, li perfezionerà anche nel loro aspetto esteriore, rendendo le loro condizioni corporee indipendenti dalla limitazione del Dunya. In alcuni casi, a partire da questo stadio viene insegnato qualche altro nome, detto sostitutivo, come ad esempio: Wahhab, Fattah, Wadud, Latif, con o senza il vocativo Ya, in aggiunta oppure in sostituzione del Nome principale Hayy, che prepara a superare la stazione del ‘fana’ e apre la porta al ‘baqa’ o alla sussistenza nella Presenza Divina. Infine viene introdotto il nome Qayyum che permetterà di unire la creazione e il creatore in un’unica contemplazione. Qahhar e i suoi nomi sussidiari come: Wahid, Ahad, Samad, Hamid, Jalal sono usati nello stadio finale dell’anima perfezionata (chiamata Kamila o Safiyya).

Tuttavia tutti i nomi al di là del terzo nome Hu, come precedentemente evocato, sono più esattamente la “risposta” Divina, il richiamo (Invocami e io invocherò su di te), l’invocazione che è fatta dall’uomo essendo soltanto un supporto. L’invocazione umana termina dopo questo stadio e l’invocazione permanente fatta da e attraverso Allah (JwS) viene stabilita. In tal modo sarà Lui il vero dispensatore dei Suoi Nomi.

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1Si dice che i Maestri del Cammino ricordano che « ogni invocazione sincera è il Suo Nome Segreto ».

2  In alcune Turuq i nomi corrispondenti di tali Angeli in lingua siriaca sono impiegati insieme all’invocazione del Nome associato o in sostituzione di esso, tuttavia ciò avviene in quei nei rituali che non riguardano la progressione nel cammino spirituale

Alcuni dei più comuni usul riguardo all’impiego degli Asma al Husna nelle varie Turuq e le loro associazioni alle lataif, alle luci e ai Profeti (as).

I cosiddetti nomi sostitutivi (Latif, Ahad, Samad, Wadud, ecc.) tradizionalmente invocati in alcuni usul accanto ai nomi oltre “Hu”, non sono qui presi in considerazione, poiché il loro uso e le loro sequenze dipendono da una tale quantità di condizioni che impedirebbe di organizzarli in uno schema stabilito. Si deve inoltre notare che in alcuni rami della Qadiriyya e Khalwatiyya, il colore associato a “Ruh” è il verde invece del rosso, in altri usul viene data una diversa sequenza: blu, rosso, verde, bianco, viola e nero. La corrispondenza fra colore e lataif cambia grandemente nella sequenza da shaykh a shaykh, e perfino nello stesso usul. Il sistema a cinque livelli che è tipico di molti rami Naqshbandi non prende in considerazione le tappe iniziali del viaggio nel mondo fisico e immaginativo; qualora si considerino questi ultimi anche questo sistema possiede sette livelli. Come viene descritto nell’articolo seguente, gli usul principali sono basati sulle invocazioni di un unico nome o di un trio di nomi o di un numero multiplo di tre (generalmente per un totale di 12 numeri). Occorre anche rammentare che l’uso degli Asma al Husna è la modalità la più comune, ma non l’unica delle invocazioni utilizzate nel cammino spirituale.

HU!

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